lunedì, 29 giugno 2009

Nonostante il movimento ondulatorio e sussultorio di un seppur minimo strato adiposo che permane sulle mie coscette, i muscoli guizzano, si contraggono e si stiracchiano energicamente sui pedali della bike.

Avendo ormai rinunciato alla frequentazione del corso di aerobica per svariati motivi tra cui anziane signore bisbetiche e indomabili, soldati Jane arrabbiate e corridoi troppo stretti due persone, torno al mio pallino per la bicicletta inchiodata, in verità mai abbandonato. Ho soltanto sperimentato orari diversi, annotando giuste considerazioni in merito alla fauna ciclistica.

Il primo esemplare da me riconosciuto come il Mio Insegnante di Spin-bike è una sorta di pirata con uno scolapasta appeso al lobo destro dell'orecchio. Adora marpionare una cinquantenne secca e platinata con la vocina elettrica di Heather Parisi ai tempi di Fantastico. Durante l'ultima lezione, avviene il seguente

Oi Dialogoi Pedaloi

Insegnate Pirata: "Se pensi di continuare a far lezione, ti consiglio di assumere una posizione corretta, non devi letteralmente sederti sul sellino, ma poggiarti sull'estremità, protesa in avanti, ecco, come la ragazza davanti  a te!"

Daisy (che va in palestra tre volte a settimana, da quasi un anno, senza che l'IP si sia degnato di accorgersene): "ehmmm...ma io già ci sto in questa posizione..."

La ragazza in questione  è una quarantenne coi capelli color rame ossidato, con tette a palloncino, labbra a canotto, zigomi a cupola e unghie finte rosso supermercato. Insomma, un trionfo di slicone e oscenità che fiorisce al di sopra di un vitino esile e di un fondoschiena stretto e secco come il vaso del basilico Stanislao.

La mia posizione corretta non si nota semplicemente perchè la mia conformazione fisica comporta anche qualche (kil)etto di carne  in più, oltre al manico di scopa e si adagia morbidamente su quella tremenda cineseria che è il sellino.

Sono incappata in altri due esemplari (in)degni di menzione: l'istruttore DJ che non fa altro che emettere suoni con la bocca, in sincro con il tunzttunz musicale e le pedalate. Il secondo è lo Speaker, degno amico del DJ. Lo speaker è un elemento verbalmente irritante, tanto in discoteca, quanto in palestra.

Infine c'è Er Rotella. Un pò troppo fricchettne palestrato, con tanto di sopracciglia ad archetto e colorito da grancereale, tuttavia è l'unico che fin ora si sia ben limitato a fare il suo mestiere, indicando a gesti le salite e le discese, controllando manubri e sellini di ogni singolo aspirante ciclistae chiedendo persino i nomi.

L'unica pecca è l'orario. Le tredicietrenta non sono esattamente l'ideale per smaltire calorie, in quanto per me ora sacra da dedicare al convivio solitario (delizioso ossimoro alimentare).

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martedì, 23 giugno 2009

I still believe in your eyes
I just don't care what you've done in your life
baby I'll always be here by your side
don't leave me waiting too long, please come by





I'll fly with you

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lunedì, 22 giugno 2009

Il faretto illumina l'angolo vicino alla porta e da lì la luce va diffondendosi, smorzata, fino a disegnare con una fosca penombra l'altro lato del profilo.

Sembro un cane che si morde la coda e gira in tondo. Un disco (ininter)rotto.

Il pensiero cala a picco pesantemente nei polmoni e, nonostante mi scappi fortissimamente la pipì, ascolto, osservo, resto ferma. Devo farlo anche se fa male vivere qualcosa che non mi appartiene, tranne il presente che ne rimane. Forse fa bene.

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lunedì, 22 giugno 2009

Oi Dialogoi Mattinoi

ore 08:57

bbbzzzffffrrrrccchhhhhhh sdeng (suoneria sgangherata del cellulare della Daisy)

Daisy (insonnolita) : "...uhm..pronto?! yawn..."

Operatrice di Call Center Tritapalle :" Buongiorno Raffaella, sono Gertrude, la chiamo per una ricerca di mercato...lei soffre di allergie?"

Daisy:  "no"

Operatrice di Call Center Tritapalle :" Bene, grazie"

Click.

bbbbbbbbbbbzzzzzzfffffffffrrrrrrrrrccccccccchhhhhhhhhhhhhh (suoni convulsi e indecifrati che fuoriescono dalla bocca di Daisy, accompagnati da fungo atomico nero che si erige sopra la sua testa)

postato da: Daisyboo alle ore 10:32 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 20 giugno 2009

De Amicitiae et Contornibus

E' tutto pronto per il grande evento. Casa rivoluzionata ad arte, pronta ad ospitare lo stretto indispensabile di amici, in diretta proporzione con tutto ciò che è arrivato dalla Sicilia cor furgone.

Ci sono 8 sedie, 1 divano e 1 pouf per 30 persone. Persino il mio comodino ikea si trasforma in sgabellino, posizionato indisturbato nella cucina demodée.

L'Amico Nerd, l'Amico Mito e l'Uomo che ama la cellulite si dilettano a discettare della percentuale di nitrato nell'acqua Panna, sgranocchiando cetriolini sott'aceto. Fanno impressione solo a vedersi. I cetriolini, non gli amici bizzarri.

Amo le mie amiche. Ho sempre desiderato una sorella, ma non avendone trovata una sotto il cavolo, mi son sempre dovuta accontentare di trovare persone da considerare come tali. Amo le amiche sorelle.

Edi è sorella acquisita ormai, non c'è storia, i randelli da guerra ne sono una piena dimostrazione. L'amica Fotografa è diventata mia Amica da quando ho scritto il mio primo post d'amore su Roma, quando ancora non sapevo che questa città sarebbe stata mia, quando mi faceva ascoltare il rock all'alba, in macchina, lungo i pini che da Ostia ci riportavano in Capitale, due anni or sono. La sorella dell'Amico Nerd - mannaggia non sono riuscita ancora a trovarle un nome adeguato - nonostante sia troppo spigolosa caratterialmente e fisicamente, ha comunque un guizzo di solarità e saggezza che me la rendono molto simpatica. Le Libraie sono sempre tanto affettuose, la loro semplicità d'animo e le loro materne premure mi fanno accettare quel piccolo muro che non permette loro di guadagnare ancora la A maiuscola.

La A maiuscola è tutto. E dico TUTTO. Qualsiasi cosa voglia significare.

Una volta guadagnata la A, hai Daisy all inclusive.

Come ho fatto a spostare il semi-asse della conversazione dai cetriolini sotto aceto ai discorsi sull'universo ancora non lo so, tuttavia presuppongo che questi pensieri siano nati in seguito al grande calderone che è stato l'ennesimo Porta Party a Casa Papalina. E' vero, ho infiocchettato ben 8 pacchi di monnezza, scrostato fornelli e lavelli con la carta vetrata, tolto i magnifici sandali rossi per poter svolazzare leggiadra fra ospiti e bicchieri usati come una farfalla, da perfetta padrona di casa, parola dell'amica Estremista.

Il gruppo ristretto di amici ha deciso di formare un fan club (o meglio, un fun club, dato lo spirito bagordeggiante) in onore del mio papà e soprattutto delle sue melanzane sott'olio. La cosa mi fa molta paura, perchè i suoi pacchi Missione Africa, sono direttamente proporzionali all'indice di gradimento romano che va crescendo sempre più, mentre noi cerchiamo di restringere o comunque mantenere intatta la taglia delle gonnelline.

Vorrà dire che mi toccherà passare altre piacevoli serate o pranzi del sabato con una o più A. Che fatica!

postato da: Daisyboo alle ore 20:05 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 18 giugno 2009

Non pensavo che attendere un evento come il Concerto dei Depeche Mode a Roma potesse in realtà significare l'attesa per qualcosa che sarebbe accaduto ben oltre trenta giorni da quella mattina di pioggia.

Quei biglietti in mano significavano un tempo da trascorrere e riempire. Non ne avevo la certezza matematica, nella vita non si può mai sapere cosa accade, tuttavia indicavano la volontà e il desiderio per qualcosa che aveva una data di scadenza ben più lunga delle 6 ore.

La stanchezza mentale che non lascia spazio a ulteriori sforzi vitali. Così, la moltitudine di solitudini non è abbastanza per colmare quel piccolo vuoto fisico che separa la mia mano da quella che tamburella sulla recinzione di plexiglass sopra gli spalti. E in lontananza si vede quel puntino di Dave Gahan che, nonostante io lo trovi sexy da paura, mi trasmette sempre l'idea di una persona alla quale ci si deve avvicinare delicatamente per via della sua salute cagionevole.

Se la Persona Complicata non fosse tanto complicata e riuscisse a superare il suo insuperabile superego, io non passerei le serate a cenare con cuori di carciofo bolliti e un vecchio televisore senza antenna che si avvia a morte certa per mano del digitale terrestre.

Eppure a me piace.

postato da: Daisyboo alle ore 17:27 | Permalink | commenti (5)
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martedì, 16 giugno 2009

Edi scrive "si è soli nell'universo conosciuto e il mondo e la sua gioia non sono tali se non li condividi."

Penso a quanto il mondo, il Pianeta Terra, il globo terrestre, visto da lontano, possa apparire solamente come un'enorme palla azzurra, che fa il suo bel giretto giornaliero intorno al sole, nell'infinita oscurità e nell'assordante silenzio universale.

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:

ed è subito sera

Diceva Salvatore Quasimodo. Mai come ora mi sento trafitta. Mai come ora mi sento il Pianeta Terra.

Fortuna che la Persona Complicata riesce persino a scavalcare le onde alte alle caviglie, scalare un montarozzo di sabbia, abbracciarmi e dirmi che mi vuole bene. Me l'avrà detto tre volte in tutta la sua vita, da quando ha incrociato la mia. Fortuna che finalmente, almeno una volta, riusciamo a guardarci negli occhi e sorriderci come mai prima d'ora. Ciò mi sconvolge le emozioni.

Bisogna scendere giù al fiume, passeggiare sotto i ponti, per realizzare quanto è grande Roma vista dal basso. Bisogna arrivare davvero in basso per capire la profondità di tutto e quanto è alto il cielo?

Fortuna che stasera sarò parte di una moltitudine di solitudini al concerto dei Depeche Mode.

 

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domenica, 07 giugno 2009

Esistono giornate laceranti.

Colpa del tempo plumbeo probabilmente. Ascoltare Mina non le migliora.

Colpa di sogni insignificanti. Assecondarli sarebbe improbabile, ma risolleverebbe le sorti della mia salute psichica.

Colpa di serate sconclusionate probabilmente. La musica sbagliata non aiuta a concentrare l'attenzione su chiacchiere di circostanza.

Colpa della cioccolata in frigorifero. Un quadratino al giorno è consolatorio ma contribuisce alla collezone brufoli primavera/estate.

Colpa di orrendi palazzi bianchi, enormi e quadrati.

Colpa di coordinate sbagliate.

Colpa mia.

 

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venerdì, 29 maggio 2009

Non sentitevi abbandonati o traditi, siete stati con me per ben 15 anni, siete troppo vecchietti e malconci per poter reggere al sanpietrino malefico romano. Si, sono e sarò sempre fiera di voi, mie bellissime caffettiere con le ruote arancioni in linea.

Daisy osserva estasiata i nuovi pattini fiammanti color argento e giallo evidenziatore, si infila la sua armatura da combattimento e parte trepidante alla volta di un'altra strepitosa avventura.

Daisy non legge l'avvertenza "rotelle nuove di zecca, la tenutaria dei suddetti accelleratori di velocità si auto-distruggerà nell'arco di 2-3 ore. Scorrazzare con prudenza"

Nell'esatto frangente Daisy, che riesce a scapare l'orda barbarica di invasori venuti a osannare con cori sbilenchi le rispettive nazioni calcistiche, si prepara al peggio, unendosi al gregge di matti rotellari del Pincio.

Nell'esatto ordine, subisce le conseguenze dell'inavvertenza. Si arrampica in cima al Gianicolo grazie a un bus con già a bordo un nonnetto allibito e quattro indiani sonnolenti. Si lancia giù per la ripida serpentina di tornanti fin tanto che non va a schiantarsi contro una macchinetta gialla parcheggiata sotto un pino. Rimane appiccicata al lunotto posteriore per circa sei minuti, quando l'Amico Nerd la scolla dal vetro, con tutta la resina collosa e polverosa che ne consegue, controlla che le ossa siano al loro posto, che lo sguardo sia attento e che Daisy riesca ancora a dire il proprio nome.

Daisy è viva.

Daisy si ferma su un ponte e, da ferma che è, cade per terra, il gomito fa lo stesso rumore della punta di una matita che si rompe, ma in realtà si sbuccia e basta. Ma fa molto male, così come, il fianco e la caviglia.

Si doveva passare davanti alle Due Chiese. Purtroppo non è una rarità trovare a Roma due chiese una accanto all'altra. In questo caso erano quelle con la grande zuccheriera di pietra che in realtà è una fontana a cui è impossibile abbeverarsi. E invece no, a malapena non viene fatto di tutto il gregge uno spaghetto, causa incrocio ravvicinato fra tram e bus. Daisy per la paura inciampa in una mattonella, fa il famoso ballo, ma da sola e si affloscia per terra come un sacco di patate. Le protezioni salvano le ginocchia tonde.

Sai qual'è il problema? Che Daisy è sempre stata una persona a modo e prudente ma negli ultimi tempi è diventata imprudente e incoerente.

Le caffettiere di un tempo erano comode e la facevano andare piano. Ciò era sano. Poi un giorno ha deciso che le caffettiere avevano avuto il loro momento di gloria e adesso bisognava passare il testimone. Solo che ogni cosa va fatta con coscienza e prudenza. Daisy sapeva di avere paura, sapeva che la velocità e la discesa in velocità non le avrebbe portato nulla di buono ma lei ha voluto provare lo stesso. Perchè siamo essere imperfetti, malati e con una dannata propensione all'errore. A Daisy tremavano le gambe e nonostante provasse a frenare, non c'è riuscita, nonostante avesse provato a tenere le mani avanti per proteggersi, non ce l'ha fatta. Sapeva dove andava a sbattere ma non speva quanto fosse duro l'impatto. S'è fatta male, molto male e sa che avrebbe potuto pure farsi un male peggiore però non è accaduto.

Alla discesa successiva ha tolto i pattini e ha camminato coi calzettoni coi gattini sull'asfalto.

Daisy continuerà a pattinare, ma con prudenza, come per tutto d'altra parte.

L'Amico Nerd si sente in colpa, ma non dovrebbe, perchè il rischio l'ho corso da sola, lui allora ha cercato di consolarmi parlandomi di mignoli mozzati, clavicole assassine e chiodi nel cervello . Ha un umorismo decisamente macabro e incomprensibile che lo rende intollerabile nonostante la sua bontà e sua sorella.

La sorella dell'Amico Nerd, ala quale ancora non ho trovato un nome adeguato, è molto più carina, magra e soprattutto positiva di lui, nonostante la sua tendenza al giudizio affrettato. Mi ha promesso di dipingere insieme qualche pomeriggio, ascoltando musica brasiliana, dopo aver messo un pò di ordine in giro..

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giovedì, 21 maggio 2009

Oi Dialogoi Computeroi

Daisy: "Santa pazienza, che lento 'sto pc...mezzo secolo per aprirsi!"

Edi: "Come mai? Non l'avevi sistemato?"

Daisy: "Si, ma....blablabla...il sistema operativo...blablabla...l'antivirus...blablabla...la RAM...."

Edi: "Eh ma bisognava controllare prima le capacità del pc!"

Daisy: "Si ovvio, ma il computer in sé va bene, è solo un pò obsoleto, ha bisogno di una spintarella...la RAM in questo caso è come il viagra per i vecchietti, semplice no?!"

Edi: " *_*"

Oi Dialogoi Computeroi - take 2

Edi: " Commy, lo sai che tra un pò Frizzi varcherà la soglia degli Anta?"

Daisy: "Anche lui avrà bisogno di un pò di RAM?!!"

postato da: Daisyboo alle ore 00:13 | Permalink | commenti (4)
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